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Kleecks al fianco di Floox nella ricerca sulla Marketing Automation e AI in Italia
Il 27 maggio Floox presenta la ricerca con l’Università di Firenze. Tra gli sponsor c’è Kleecks. Diana Avelar racconta come si ottimizza un ecommercetra SEO e GEO.
INDICE
- I 3 KPI chiave per ecommerce di Kleecks
- Web verso il machine-to-machine. Una nuova lente sulla tecnologia per la marketing automation.
- Dati strutturati e AI. Le soluzioni software per marketing automation che parlano alle macchine
- Kleecks accanto a Floox e all’Università di Firenze. La conversazione che parte oggi
- Beauty e wellness. Floox come agenzia di marketing automation specializzata
Il 27 maggio 2026, al Talent Garden Calabiana di Milano, noi di Floox presentiamo la ricerca “Lo Stato della Marketing Automation e dell’Intelligenza Artificiale nelle Imprese Italiane”, condotta da Alessio Sorrentino, COO di Floox, insieme ai professori Simone Guercini e Matilde Milanesi del Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università di Firenze. Una serata costruita per restituire numeri, comprendere lo stato del mercato italiano e capire cosa separa chi usa la tecnologia al massimo da chi la usa al 20% del proprio potenziale.
Tra gli sponsor che hanno sostenuto questa conversazione c’è Kleecks, SaaS per ecommerce che ottimizza le performance marketing in tempo reale, aumenta i ricavi, riduce i costi e accelera il time-to-market. Abbiamo dato voce a Diana Avelar, SEO & SEM Performance Strategy Director di Kleecks. La sua prospettiva tecnologica intercetta tre dei nodi che la ricerca racconta dal palco: i numeri che misurano la tecnologia, lo scenario AI che ridefinisce la visibilità, il rapporto tra automazione e fattore umano.
Una visione che si incrocia con quella che noi di Floox portiamo nei progetti di marketing automation per ecommerce e retail ogni giorno.
I 3 KPI chiave per ecommerce di Kleecks
Diana Avelar racconta la tecnologia partendo dai numeri. Quando un brand adotta Kleecks, i risultati arrivano misurabili e rapidi. Tre KPI raccontano l’impatto sull’automation ecommerce meglio di qualsiasi pitch.
- Il primo è il traffico organico. I clienti registrano in media una crescita del 36% delle visite organiche già nei primi mesi di adozione, grazie all’ottimizzazione continua di SEO tecnica, contenuti e struttura delle pagine.
- Il secondo è la velocità del sito. Il Page Speed Index supera stabilmente i 90 punti su mobile e desktop. Una soglia che soddisfa i Core Web Vitals di Google e si traduce direttamente in minore bounce rate e maggiore propensione all’acquisto.
- Il terzo è il time to market. Le ottimizzazioni tecniche vengono garantite entro il primo mese su qualsiasi piattaforma, senza attendere i cicli di sviluppo IT.
“Tre numeri, una sola direzione. Più visibilità, più velocità, più revenue.” – Diana Avelar, Kleecks
I dati indipendenti confermano il peso di questi KPI sul business. Lo studio congiunto Deloitte e Google sull’ecommerce dimostra che migliorare la velocità di pagina di soli 0,1 secondi alza il tasso di conversione retail dell’8,4% e l’ordine medio del 9,2%. Il benchmark Build Grow Scale sul mobile ecommerce indica che gli store con Core Web Vitals “Good” registrano un tasso di conversione mobile superiore del 24% rispetto a quelli con CWV “Poor”.
Per un ecommerce reagire alle opportunità di mercato in tempo reale è il vero spartiacque competitivo. La marketing automation per ecommerce e retail entra in gioco subito dopo. Le persone che arrivano grazie a un’infrastruttura SEO sana e a un sito veloce sono pronte a essere accolte da flussi rilevanti, segmentazioni accurate, comunicazioni omnichannel. È in questo punto che il lavoro di Kleecks e la nostra consulenza sulla marketing automation si parlano.
Web verso il machine-to-machine. Una nuova lente sulla tecnologia per la marketing automation.
La trasformazione più importante non farà rumore. Cambierà tutto. Diana Avelar racconta uno scenario che noi di Floox vediamo accelerare nei dati dei clienti ogni settimana. Il web sta evolvendo verso un modello di interazione prevalentemente machine-to-machine. Crawler, AI engine e agenti automatizzati rappresentano già oggi una quota enorme del traffico digitale.
ChatGPT, Perplexity, Gemini e i loro successori non navigano un sito come farebbe un utente. Lo interrogano, lo interpretano, decidono se e come citare un brand nelle proprie risposte. Il campo di battaglia si sposta. Non basta più essere rilevanti per gli esseri umani. Serve essere leggibili, autorevoli e ben strutturati per le macchine.
“Chi non presidia oggi questo livello, si troverà invisibile domani. Non sui motori di ricerca tradizionali, nei nuovi punti di accesso alla conoscenza dove si formano le decisioni d’acquisto.”
I numeri raccontano un mercato in rapidissima frammentazione. Secondo l’analisi Similarweb di gennaio 2026 che monitora miliardi di sessioni globali, ChatGPT detiene il 64,6% del traffico AI, in calo dall’86,6% di dodici mesi prima. Gemini cresce al 22% partendo dal 5,3% di gennaio 2025. Perplexity, Claude, Grok e DeepSeek si dividono la quota residua.
Microsoft Clarity evidenzia che il traffico AI converte all’1,66% contro lo 0,15% della search organica. Undici volte tanto. Semrush, su un panel internazionale di siti, conferma che i visitatori da LLM convertono 4,4 volte meglio rispetto alla search organica.
Kleecks si posiziona come gateway intelligente tra il patrimonio informativo di un brand e tutti gli agenti AI che lo consumano. Per noi di Floox è un tassello che si integra naturalmente nello stack che proponiamo ai clienti.
La tecnologia per la marketing automation non vive isolata. Vive dentro un’architettura dove SEO tecnica, dati strutturati, customer data platform e flussi di automazione devono parlare la stessa lingua. L’intero ecosistema delle tecnologie che utilizziamo si fonda su questa logica di coerenza.
Dati strutturati e AI. Le soluzioni software per marketing automation che parlano alle macchine
Per Kleecks l’AI non è una funzionalità aggiunta a margine. È il motore centrale della piattaforma. Diana Avelar la sintetizza come la decisione di concentrarsi su ciò che le macchine leggono, non solo su ciò che gli utenti vedono.
Il cuore di questa evoluzione è l‘utilizzo dell’intelligenza artificiale per arricchire gli attributi e gestire a 360 gradi i dati strutturati di un sito ecommerce. Descrizioni prodotto, metadati, markup schema, informazioni di catalogo. Tutto ciò che un AI engine consuma per costruire la propria conoscenza di un brand viene ottimizzato in modo continuo per l’intero ecosistema di modelli e agenti che popolano il web.
È esattamente la stessa direzione strategica che noi di Floox seguiamo nei progetti di marketing automation. La qualità del dato è la condizione perché qualsiasi automazione sia rilevante.
C’è un principio che Kleecks non negozia. L’essere umano ha sempre l’ultima parola. Ogni ottimizzazione passa attraverso la validazione di chi conosce il brand meglio di qualsiasi algoritmo. La voce, il tono, l’identità restano una prerogativa umana. L’AI propone, struttura e scala. La persona decide cosa rappresenta davvero quell’azienda nel mondo digitale.
Questa visione si allinea esattamente con la filosofia Human-first Automation che Riccardo Rodella, CEO di Floox, porta in Floox. AI, CDP, CRM stanno diventando commodities. La grande differenza la genera il valore aggiunto che le persone portano ad altre persone. Le soluzioni software per marketing automation devono servire questa logica, non sostituirla. Tecnologia avanzata, persone competenti, decisioni costruite sul giudizio.
La ricerca presentata oggi con l’Università di Firenze tocca questo punto in modo diretto. Il 70% delle aziende fallisce nell’adozione di sistemi complessi non per limiti tecnologici. Per limiti culturali, organizzativi, di governance del dato. La risposta non è meno tecnologia. È più consapevolezza nell’uso di quella tecnologia.
Kleecks accanto a Floox e all’Università di Firenze. La conversazione che parte oggi
La presenza di Kleecks tra gli sponsor dell’evento del 27 maggio non è casuale. La ricerca condotta da Alessio Sorrentino con i professori Simone Guercini e Matilde Milanesi affronta tre nodi che intercettano direttamente il lavoro tecnologico di Kleecks.
- Lo stato di adozione della marketing automation e dell’AI nelle aziende italiane.
- Il fattore umano come vera leva del cambiamento.
- Cosa separa chi usa la tecnologia al massimo da chi la usa al 20% del potenziale.
Sul palco si incrociano voci accademiche e operative. Riccardo Rodella, CEO di Floox, presenta la serata e partecipa alla tavola rotonda in cui intervengono:
- Andrea Alemanno del management board di Bicocca
- Stefania Boleso della Cattolica
- Daniele Rimini di Bologna Business School
- Giorgio Garosci di Largo Consumo
- Assunta Corbo di Constructive Network
- Guido Di Fraia della IULM
- Armando Cirrincione della Università Bocconi
- Simone Guercini dell’UNIFI
- Alessio Sorrentino.
Una conversazione che mette in dialogo accademia, brand e tecnologia.
Diana Avelar, Strategy Director & Head of Advisory di Kleecks, con Riccardo Rodella, CEO di Floox.
La ricerca presentata oggi è un punto di partenza, non di arrivo. I dati raccolti restituiscono una fotografia delle imprese italiane sull’adozione di marketing automation e intelligenza artificiale. Da quei numeri emergono pattern, criticità, opportunità.
Kleecks porta in questa conversazione la prospettiva della tecnologia che già oggi prepara gli ecommerce a un web dove umani e macchine convivono come pubblico parallelo. È una conversazione che parte oggi e proseguirà nei mesi a venire, dentro i progetti, dentro le ricerche e dentro le decisioni che ogni Marketing Director e CTO si troverà a prendere.