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Magnews al fianco di Floox nella ricerca su AI e Automation
Il 27 maggio Floox presenta la ricerca con l’Università di Firenze. Tra gli sponsor c’è Magnews. Fabio Canzini racconta Unique Customer View, AI agents e governance del dato.
INDICE
- I 3 KPI di Magnews per la marketing automation per ecommerce e la Unique Customer View
- Adozione concreta, efficienza e misurabilità. Dove va la tecnologia per marketing automation
- Magnews Q. Le soluzioni software per marketing automation che spostano l’AI dentro il workflow
- Magnews tra i partner della ricerca Floox e Università di Firenze
- Skeepers accanto a Floox e all’Università di Firenze
- Beauty e wellness. Floox come agenzia di marketing automation specializzata
Sono cinque i partner che hanno scelto di stare accanto alla ricerca scientifica presentata oggi. Tra loro c’è Magnews, piattaforma italiana di marketing automation e tecnologia di riferimento per molti dei progetti che noi di Floox costruiamo per i clienti.
Il 27 maggio al Talent Garden Calabiana di Milano presentiamo la ricerca condotta da Alessio Sorrentino sullo stato della marketing automation e dell’AI nelle imprese italiane. La presenza di Magnews dentro questa conversazione ha un peso particolare essendo una piattaforma di marketing automation.
Uno dei temi che attraversa i risultati della ricerca riguarda la maturità delle imprese italiane rispetto all’adozione di marketing automation a livello avanzato. Le piattaforme di marketing automation sono disponibili e sono potenti. Saperle alimentare in maniera corretta e sfruttarle al meglio non accade sempre.
Per raccontare la visione dal lato di Magnews abbiamo dato voce a Fabio Canzini. Tre temi sul tavolo: i numeri di progetti reali, lo scenario futuro del digital tra AI matura e governance, l’evoluzione della suite AI magnews Q dentro la piattaforma.
I 3 KPI di Magnews per la marketing automation per ecommerce e la Unique Customer View
Fabio Canzini introduce il valore della tecnologia da un punto preciso. La marketing automation funziona quando la base dati su cui poggia è pulita, unificata e leggibile. I numeri che racconta non parlano di percentuali astratte. Raccontano cosa accade in un progetto reale, dal primo passaggio di profilazione all’impatto sul fatturato finale.
Il primo dato importante riguarda la profilazione tramite Unique Customer View. In un progetto recente, l’integrazione ha permesso di passare da circa 600.000 contatti iniziali a 500.000 contatti unici. Cento mila duplicati e anagrafiche frammentate trasformati in profili arricchiti con comportamenti, interessi e storico della relazione.
Il secondo KPI è l’impatto sullo scontrino medio. Un workflow automatizzato ha generato un incremento del 21% sul valore medio dell’ordine, con un cliente su quattro che ha completato un secondo acquisto e 700.000 euro di fatturato direttamente attribuibili alla meccanica attivata.
Il terzo KPI è il tempo restituito al team. La piattaforma ha permesso un risparmio di circa 20 ore di lavoro al mese per una singola risorsa marketing.
“La tecnologia rende possibile personalizzare davvero. Non più anagrafiche separate, ma un profilo unico arricchito che diventa la base per ogni interazione successiva.”
Pulire i dati, unificare le sorgenti, definire i segmenti reali. Senza questo lavoro a monte, qualunque piattaforma resta sotto-utilizzata.
Adozione concreta, efficienza e misurabilità. Dove va la tecnologia per marketing automation
Magnews porta una visione chiara sulla visione del futuro. Nei prossimi mesi il mercato digital sarà sempre meno guidato dall’hype e molto più concentrato su adozione concreta, efficienza e misurabilità. L’AI resterà centrale. Verrà valutata sempre meno per l’effetto vetrina e sempre più per la sua capacità di migliorare processi reali. Qualità del dato, personalizzazione, produttività dei team, rapidità di attivazione.
“Crescerà il peso del first-party data e della Unique Customer View. Senza una base dati unificata sarà sempre più difficile costruire esperienze coerenti su canali diversi.”
Sulla compliance, GDPR Today e i report europei sulla privacy registrano un aumento costante delle sanzioni per gestione impropria del dato cliente, con la conformità che si sposta dal perimetro legale a quello strutturale del martech stack.
La direzione è chiara anche dai nostri tavoli di lavoro. Il vantaggio non sta più nell’avere il martech stack più ricco. Sta nell’avere quello più governabile, integrato e affidabile. La tecnologia per marketing automation vince quando riduce la frammentazione tra strumenti, semplifica il lavoro del team e trasforma l’affidabilità in vantaggio competitivo. L’intero ecosistema delle tecnologie che utilizziamo viene selezionato proprio con questa logica. Meno tool, più qualità del dato, più governance.
In questo scenario, privacy, consensi, retention e deliverability smettono di essere voci separate. Diventano elementi strutturali della stessa architettura. Non più solo per evitare rischi sanzionatori. Per rendere il dato affidabile, il contatto sostenibile e la relazione credibile nel tempo.
Magnews Q. Le soluzioni software per marketing automation che spostano l’AI dentro il workflow
Per Magnews l’AI non è una vetrina di funzionalità. È un supporto operativo costruito attorno a chi lavora ogni giorno con la piattaforma. Fabio Canzini spiega la filosofia dietro magnews Q, l’ecosistema di funzionalità AI integrato nella suite. Un approccio molto pragmatico, costruito per aiutare i marketer a lavorare meglio, più velocemente, con più controllo.
Oggi questo significa assistenti integrati nella piattaforma che supportano attività concrete. Generazione e revisione di contenuti, coerenza di brand, gestione delle immagini, accessibilità, costruzione di audience, interpretazione delle performance. Il passo successivo, su cui Magnews sta investendo, è l’evoluzione da semplici assistant a agenti operativi. Sistemi che vanno oltre il suggerimento e aiutano davvero nel costruire comunicazioni, gestire workflow, ottimizzare audience. In parallelo, lo sviluppo di agenti contestuali ai dati che leggono pattern, anomalie e opportunità direttamente nel punto in cui il marketer sta lavorando.
“Il punto non è sostituire il marketer. È spostarlo verso attività a maggior valore. Meno lavoro ripetitivo, più qualità decisionale, più strategia.”
L’approccio Magnews si allinea con l’idea di Floox. Le soluzioni software per marketing automation più mature non sostituiscono il giudizio umano. Spostano il marketer dalle attività ripetitive verso quelle a maggior valore. L’AI di magnews Q assiste nella generazione, struttura le audience, legge le performance. Le persone decidono cosa rappresenta davvero quel brand.
Magnews tra i partner della ricerca Floox e Università di Firenze
Uno dei nodi che la ricerca dell’Università di Firenze affronta è la maturità delle aziende italiane sull’uso reale delle piattaforme di marketing automation. Il dato emerge in modo evidente. Le piattaforme sono adottate. Spesso restano usate al di sotto del loro potenziale. Il limite non è la tecnologia. Sta nella governance del dato, nella formazione dei team, nella capacità di unificare le sorgenti.
Avere Magnews come partner per la divulgazione scientifica di questo studio è un segnale forte. Quando il soggetto che produce la tecnologia si siede nello stesso tavolo dei ricercatori che ne misurano l’adozione, la ricerca diventa dialogo tra chi costruisce, chi misura, chi implementa. È in questo spazio che la marketing automation italiana può compiere un salto di consapevolezza.
Sul palco si succedono voci accademiche e operative. Riccardo Rodella, CEO di Floox, apre la serata e prende parte alla tavola rotonda con Andrea Alemanno (Bicocca), Stefania Boleso (Cattolica), Daniele Rimini (Bologna Business School), Giorgio Garosci (Largo Consumo), Assunta Corbo (Constructive Network), Guido Di Fraia (IULM), Armando Cirrincione (Bocconi), Simone Guercini (Università degli Studi di Firenze) e Alessio Sorrentino (COO di Floox).
“La marketing automation diventa valore quando la qualità del dato incontra la maturità del processo. È il punto in cui ricerca accademica ed esperienza degli implementatori si parlano.”
Skeepers accanto a Floox e all’Università di Firenze
Le aziende italiane hanno accesso a un patrimonio enorme di informazioni dai propri clienti, ma faticano a renderlo operativo. Tra acquisti, interazioni di customer care, navigazioni sul sito e contenuti social, ogni cliente lascia una scia continua. Le recensioni sono una porzione di questa scia. Una porzione che ha la particolarità di essere dichiarativa, qualitativa, ricca di sfumature semantiche. Skeepers vive esattamente in quello spazio.
La presenza di Skeepers tra gli sponsor dell’evento è importantissima. Una piattaforma che raccoglie recensioni verificate diventa, nel contesto della ricerca, un caso concreto di tecnologia che trasforma un dato non strutturato in materia prima. Le recensioni alimentano segmentazioni. Nutrono la personalizzazione delle email post-acquisto. Diventano contenuti SEO indicizzabili. Forniscono sentiment ai team di prodotto.
Questa direzione trova voce nei relatori della tavola rotonda che indagheranno temi simili a quelli trattati in questo articolo. Intervengono: Andrea Alemanno del management board di Bicocca, Stefania Boleso della Cattolica, Daniele Rimini di Bologna Business School, Giorgio Garosci di Largo Consumo, Assunta Corbo di Constructive Network, Guido di Fraia di IULM, Armando Cirrincione della Bocconi, Simone Guercini della Università degli Studi di Firenze, Alessio Sorrentino e Riccardo Rodella di Floox, come moderatore.
Queste voci rappresentano l’intero ecosistema in cui Skeepers e Floox operano. Accademia, brand, ricerca applicata e comunicazione costruttiva.
La ricerca pubblicata oggi non chiude un percorso. Lo apre. I dati raccolti dal Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa hanno acceso domande che continueremo a porci nei prossimi mesi. Skeepers porta attraverso il suo supporto, il proprio punto di osservazione, costruito sulle migliaia di recensioni che ogni giorno passano dalle sue piattaforme.